Nebbia: l’ultimo album (“pop”) dei Gazebo Penguins

Nebbia (To Lose La Track) è un album che divide, la questione la riassumerei così.
I Gazebo Penguins hanno rilasciato un disco che fa discutere chi li apprezza, principalmente perchè sotto certi aspetti tende a conformarsi con il panorama circostante (decisamente “pianeggiante”), con un effettivo mutamento di sonorità, virate dalla classica trama grezza e diretta che ha contraddistinto la band in questi anni, verso un sound più cupo e se vogliamo più “semplice”.

Nebbia è un disco relativamente soft se paragonato a Legna o Raudo (o anche al disco solista di Capra), un disco “bruciacchiato”, forse non cotto alla perfezione, con dei testi decisamente semplici, ma che offrono comunque molteplici interpretazioni (Bismantova è sicuramente un esempio) ed una vena dark che lascia trasparire tutta la malinconia dei campi della campagna emiliana nelle mattine d’inverno.
Non sono però d’accordo con chi lo ha definito “pop”,  i Gazebo Penguins, almeno per ora, non possono essere inclusi in questo concetto (definirlo “genere” sarebbe secondo me errato), forse in futuro, quando l’abum invecchierà, se lo farà male …
Nebbia in sostanza è semplicemente un disco più leggero degli altri.

Ammetto però di essere stato colto da scetticismo dopo aver ascoltato il primo estratto Febbre, ammetto di essermi quasi trovato d’accordo con quelli che si stavano allarmando perchè “Questo pezzo è troppo leggero, dove sono finiti i Gazebo Penguins?! Si son messi a fare musica pop!”, ma poi mi sono convinto a dargli una chance (ovviamente), ho atteso l’uscita dell’album, l’ho ascoltato più volte e continuo tutt’oggi ad ascoltarlo.

Personalmente lo trovo interessante, “diverso” dagli altri lavori dei Gazebo, questo si, forse meno incisivo, ma comunque un bell’album. Un disco quasi post-rock (quasi eh) e decisamente meno “hardcore” (e meno “emo”, se vogliamo spingerci più in la).
Nebbia è la foto della raggiunta maturità dei Gazebo Penguins, un viaggio attraverso i paesaggi freddi della pianura padana, tra storie di sassi dove la gente si suicida, senso di solitudine e fughe verso luoghi (o non-luoghi) che ancora non siamo sicuri esistano.

Voto: 6,5
http://www.toloselatrack.org/catalogue.php?idcat=177
http://www.gazebopenguins.com/nebbia/

Informazioni su Nive ()
Nato tempo fa, ha vissuto in un'epoca non sua, che a pensarci bene non è di nessuno. Si nutre di musica, vive di essa, vive per essa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: